/EPTA Stories| Il fisioterapista in un club di Superlega

EPTA Stories| Il fisioterapista in un club di Superlega

In casa Cisterna Volley è tutto pronto per vivere al meglio delle proprie possibilità la prima stagione del nuovo sodalizio pontino. La performance degli atleti passa prima dal lavoro dei due fisioterapisti del team:Elio Paolini e Valeria Diviziani. La figura del fisioterapista in una squadra di alto livello ricopre un ruolo cruciale, soprattutto quando i piccoli dettagli permettono a squadre di medio bassa classifica come Cisterna, di trovare successi incredibili come quelli contro Lube e Piacenza della passata stagione. 

“Da un po’ di anni lo staff è ormai abbastanza rodato – spiega Elio Paolini, da anni all’interno del club di Via delle Province – Noi fisioterapisti ieri (giorno delle visite mediche ndr) abbiamo fatto una valutazione generale dei ragazzi. Questo percorso ovviamente passa nel corso della giornata da diverse figure professionali. In questi test viene valutato lo stato fisico, articolare e funzionale dell’atleta. I fisioterapisti nello specifico si occupano della valutazione funzionale dell’atleta”.

Uno screening meticoloso ma necessario, per poter seguire nel migliore dei modi la squadra in questa fase delicata di preparazione:”Per valutazione funzionale – prosegue – intendo la verifica ad esempio di eventuali asimmetrie presenti nel giocatore. Con l’ausilio di alcuni dispositivi possiamo essere precisi, utilizzando attrezzi come l’inclinometro digitale, un vero e proprio goniometro. La cartella clinica dei singoli viene suddivisa in vari distretti, ponendo maggiore attenzione nelle zone più a rischio per un pallavolista: arto superiore, soprattutto la spalla, colonna, ginocchio, anca e caviglia. Tutto ciò ci serve per vedere i valori articolari che vanno fuori dagli standard, parafisiologici. Per una persona normale non sono così rilevanti, mentre per un’atleta sì. Un’atleta che fa uno sport ad alto impatto sull’arto superiore come il pallavolista presentano situazioni biomeccaniche diverse da un altro individuo. Noi seguiamo questi parametri e il test d’ingresso ci permette di avere un valore di riferimento per monitorare poi l’atleta nel corso della stagione”.

Elio Paolini e Valeria Diviziani (Ph Paola Libralato)

Non solo valori biomeccanici, ma anche un tracciamento dei valori di forza di ogni giocatore.”Da un po’ di anni abbiamo inserito anche l’uso del dinamometro, uno strumento che ci permette di misurare la forza fisica con un valore espresso in chili per ogni gruppo muscolare che valutiamo. Si usa tantissimo, viene anche usato nella fase in cui l’atleta incorre in un infortunio per valutare quanto è cambiata la sua forza prima dello stop. I test vengono fatti sia sul lato dominante, ossia quello che l’atleta usa per schiacciare ad esempio, sia dal lato debole. Questo ci permette di vedere se le differenze percentuali rientrano in uno schema di tollerabilità oppure no. Questi dati serviranno anche al preparatore atletico per stabilire insieme un percorso di riabilitazione e condizionamento della forza che si farà nelle otto settimane antecedenti l’inizio del campionato”. 

CURA E RIABILITAZIONE

“Ad inizio stagione è difficile vedere giocatori con infortuni seri o con problemi conclamati. Nel momento in cui si verifica un problema , tutto lo staff medico lavora in modo cooperativo. Io e Valeria(Diviziani, altra fisioterapista del club n.d.r.) curiamo la parte riabilitativa e di recupero funzionale, ma il nostro lavoro è in sinergia con il preparatore atletico quando l’atleta è nella Zona Grigia. La Zona Grigia è quella parte in cui l’atleta è guarito ma ha bisogno di essere guidato verso la completa riabilitazione fisica per essere poi lasciato al preparatore atletico. Parlo in genere di recupero da infortunio muscolare, quando l’atleta è legato alla lesione muscolare. Quando c’è uno stop muscolare, o capsulo-legamentoso, i fisio hanno il compito di fare da tramite tra giocatore e preparatore. Ci occupiamo sia del recupero che dell’accompagno di questa zona grigia, nel momento in cui si inizia a rieducare la forza dell’atleta. In questa situazione vengono ripresi i dati raccolti a inizio stagione, viene rifatta un’altra valutazione dello stesso tipo, per poi fare i cosiddetti test RTP. Esistono algoritmi specifici, gli RTP(Return To Play), che vengono rispettati e seguiti per dare poi l’ok al rientro in campo dell’atleta.Questo algoritmo si basa sullo stato psico-fisico e funzionale dell’atleta. Vengono presi in considerazione anche gli eventuali test-diagnostici che ha fatto, come ad esempio una risonanza magnetica. Tra i dati presi ci sono quelli della forza come il dinamometro. Se i criteri che andiamo a valutare sono soddisfatti seguendo questo algoritmo, l’atleta ha poi il semaforo verde per tornare ad allenarsi in gruppo”.

Il lavoro nelle varie fasi della stagione

Prima dell’inizio del campionato una squadra di Superlega lavora mediamente sulle otto settimane per ottenere una buona condizione atletica per affrontare al meglio i vari impegni. In questa fase delicata è interessante scoprire il ruolo dei fisioterapisti all’interno del gruppo di lavoro:”Entrambi i fisio sono presenti agli allenamenti, anche in questi primi due mesi. Noi ci occupiamo in questa fase e fino alla fine del campionato di tutto ciò che coinvolge la salute dell’atleta. In questi giorni c’è relativa tranquillità: il nostro è un lavoro che aumenta proporzionalmente all’aumento dei carichi di lavoro. Oltre al recupero dell’atleta ci occupiamo anche di ridurre il numero di fattori di rischio di un possibile infortunio, andando a valutare quei segnali che possono essere predittivi di un problema. A Cisterna lo staff medico mette avanti la persona prima dell’atleta. Ci teniamo molto a tutelare la salute della persona. La nostra presenza anche durante le sedute in sala pesi serve per dare supporto per ogni eventuale problematica. Le sedute fisioterapiche vengono effettuate al mattino, perchè c’è molto più tempo a disposizione se eventualmente al giocatore serve qualcosa. Nel pomeriggio seguiamo i ragazzi per dare supporto al resto dello staff. Ormai da anni abbiamo impostato il nostro modo di lavorare all’interno di una società sportiva e mi fa piacere perchè tutto lo staff ha accolto il nostro modo di lavorare secondo la nostra visione. Io essendo anche il responsabile della parte riabilitativa, mi occupo anche di aggiornare costantemente il nostro medico, oltre che ad informare l’atleta sul da farsi”.