/Taranto e Trinidad De Haro – Storia di un palleggiatore giramondo

Taranto e Trinidad De Haro – Storia di un palleggiatore giramondo

La prossima Taranto si presenta, almeno sulla carta, come una delle squadre più esplosive a livello offensivo. Un roster giovane e ambizioso, quello costruito dal ds Corsano, che proverà ad andare oltre la semplice salvezza delle ultime stagioni. Per farlo, i pugliesi hanno messo sotto contratto un simbolo del volley nostrano come Filippo Lanza, blindato Alletti e Rizzo, e messo in regia Trinidad De Haro. Il nativo di Marbella sarà il vero indicatore delle potenzialità della Prisma.

Alla sua seconda apparizione in Italia, dopo una parentesi dieci anni fa a Vibo, sarà curioso capire come il regista iberico adatterà il suo gioco a quello di Taranto. Per analizzare le qualità del nuovo palleggiatore bisogna risalire alla sua prima avventura in Italia, in quella Vibo che chiuse undicesima in Superlega, dove alla guida della squadra c’era un giovanissimo Gianlorenzo Blengini. In un’estate complicata in quel di Vibo, Trinidad De Haro arriva l’ultimo giorno di mercato, come vice di Patrick Steuerwald. Ha 20 anni e un fisico ancora non sviluppato, nonostante ciò il suo contributo dai nove metri è importante. 1 ace e qualche buona ricezione avversaria rovinata hanno permesso all’allora giovane spagnolo di conquistarsi pian piano la fiducia di Blengini, che alla settima giornata di ritorno, contro i campioni di Perugia, lo butta nella mischia da titolare, in un anno dove entrerà in ben 24 occasioni in campo La stagione successiva, dopo la retrocessione con Vibo, De Haro riparte ancora come secondo, con i tedeschi dell’Ingersoll Bull, trovando più spazio nel corso della stagione. La svolta arriva in Belgio, con il Knack Roeselare che lo responsabilizza, affidandogli un ruolo da protagonista, in un roster ampio e pronto a vincere in patria e far bene in Europa. I ragazzi di coach Rousseaux non deludono le aspettative: la stagione 15/16 si chiude con un bilancio più che positivo. Vittoria della Belgian Cup e del campionato, terzo posto in Cev dopo aver partecipato alla Champions. Le stats del palleggiatore spagnolo tanto quanto quelle dei suoi compagni di squadra, facendo intendere che il Roeselare sarebbe stato pronto a lottare anche per le stagioni successive. In patria il forte collettivo belga non ha rivali, ripetendo il double Coppa e Campionato, ma è in Champions che la squadra sorprende, arrendendosi ai quarti di finale dopo aver sciorinato una pallavolo leggera ed efficace. L’ultima annata in Belgio del nuovo regista di Taranto non confermerà le aspettative nei risultati del gruppo, ma consacrerà il giocatore tra i più interessanti del panorama Europeo. Coach Duflos, annunciato da Tours per la stagione 18/19, lo vuole alla guida della sua squadra, per provare a sognare in grande. Lo spagnolo si piazza in mezzo al campo, accelerando il gioco di Tours, rendendolo imprevedibile e continuo a livello di risultati. Wounembaina garantisce concretezza, al centro emerge una conoscenza nota dei tifosi italiani: Barthelemy Chinenyeze. Risultato: vittoria del campionato della Coppa di Francia. Coach Anastasi ne nota le doti tecniche, portandolo in Polonia con la maglia del Projekt Warszawa, affiancando lo spagnolo all’esperto Kozlowski. Il primo anno è di apprendistato, il secondo, con l’addio dell’esperto regista polacco, conferma la maturità del giocatore, nella gestione dei tempi e degli spazi sul taraflex. Il ritorno in Germania con il Berlin Recycling Volleys lo vede assoluto protagonista. Non più palleggiatore frizzante ma discontinuo, ma giocatore fisico, presente a muro e presente al servizio, oltre che più sicuro nelle scelte in alzata. I risultati del collettivo confermano anche le qualità dei singoli, perchè oltre a Trinidad De Haro nella stagione 21/22 emergono anche Sotola, opposto ceco classe ‘99, il centrale Anthon Brehme, futuro giocatore di Modena, e la solidità di Schott, simbolo della squadra. Lo spagnolo costruisce una sana competizione interna con il tedesco Tille, palleggiatore fisico e dinamico, in rampa di lancio nella scena europea. Il bilancio di fine stagione vedrà la squadra di Berlino vincere tutto a livello nazionale, raggiungendo il quinto posto in Champions, arrendendosi davanti alla sola Perugia.

A fine stagione l’ufficialità della separazione tra le parti, spiegate così dall’allenatore di Berlino in un’intervista rilasciata a “rbb24.de”.”Abbiamo promosso Tille come primo palleggiatore – spiega coach Enard – concordando con Trinidad un addio giusto per un giocatore che non può fare il secondo. Non ci aspettavamo la crescita di Tille, ma Trinidad ha saputo guidare al meglio la squadra con il suo stile”.Con la Nazionale viene convocato per le spedizioni europee dell’under20, dopo una prima convocazione nella selezione under19, prima di entrare in pianta stabile nel giro della nazionale maggiore, dove esordì da titolare ai Giochi del Mediterrano del 2018

Le statistiche parlano per Trinidad De Haro, giocatore che se messo nelle giuste condizioni può esprimere una grande pallavolo, ma che ancora deve trovare la giusta continuità di rendimento. A Taranto dovrà ricoprire un ruolo simile a quello svolto a Berlino, cercando di essere un punto di riferimento per la squadra. Al momento della sua presentazione l’iberico ha spiegato le sue ambizioni:”Giocare in Italia è sempre un privilegio, sono passati 10 anni da quando ho iniziato la mia carriera professionale nel 2013 a Vibo Valentia. Chiudere il cerchio con questa possibilità di tornare in Italia mi rende davvero entusiasta. La Superlega è insieme alla Plusliga la competizione più forte d’Europa, quindi non ho esitato ad accettare l’offerta di Taranto. Seguo ogni stagione il campionato italiano e mi piace il progetto che la Gioiella Prisma sta costruendo: non vedo davvero l’ora di iniziare a lavorare con i miei nuovi compagni di squadra ed incontrare i tifosi. Cercherò di portare tutta l’esperienza che ho acquisito durante la mia carriera e i paesi in cui ho giocato, Italia, Germania, Belgio, Francia e Polonia”.

Taranto promette spettacolo, ma molto passerà dunque dal suo nuovo palleggiatore, che dovrà raccogliere l’eredità di Marco Falaschi, ora a Padova. Lo spagnolo in ogni caso resta con i piedi per terra, come spiegato sulle colonne del Corriere dello sport ed.Puglia:”Qui a Taranto c’è ambizione.Non mi piace promettere nulla, ma dico solo che stiamo lavorando fortissimo per raggiungere gli obiettivi, Questa società sente la pallavolo come una famiglia. Noi stiamo lottando e dando il massimo ogni giorno, poi saranno i risultati a parlare”.

Testa allora al campionato, dove Taranto può e deve provare a stupire.